La trama:

Nell’agosto del 2003, in un articolo comparso sul quotidiano “Il Giornale” un giovane ex gigolo ticinese si racconta: la sua ambizione a far parte della società “che conta”, l’ingaggio da parte di un’agenzia di accompagnatori per signore della buona società lombarda e comasca in cerca di discrete distrazioni a pagamento, il sesso facile, la prostituzione d’alto bordo,…
Manuela Mazzi, che ha raccolto la confessione-denuncia di Max e firmato l’articolo sul “Giornale”, ha deciso di farne questo reportage narrativo, per denunciare una realtà torbida e protetta da un muro di omertà.

Recensione:

Manuela Mazzi, che ha raccolto la confessione-denuncia di Max e firmato l’articolo sul “Giornale”, ha deciso di farne questo reportage narrativo, per denunciare una realtà torbida e protetta da un muro di omertà.
Una storia vera, un viaggio nel miraggio di valori distorti, soldi facili e “bella vita”, ma anche del degrado personale…
I contenuti sono a tratti espliciti, così come Max, io narrante del romanzo, ripercorrendo la sua storia anche nei tratti più scabrosi, li ha vissuti e raccontati.

È stato nella classifica della Radiotelevisione della Svizzera Italiana dei libri più venduti in Ticino

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